Italo Peretta La Vita
La Via Crucis
Vigevano

Italo PerettaNato a Vigevano le 1927, come pittore Italo Peretta visse intensamente l'evoluzione culturale di quella città nel secondo dopoguerra, fino alla sua morte nel 1977.
Secondo l'amico e critico Giuseppe Franzoso, Italo passò "dai primi tentativi di impatto culturale organizzati attraverso il gruppo de "Il Sagittario", per giungere alle affermazioni di ordine culturalmente significative e di indagine sociale, ben più vaste dello stretto limite locale". Oltre che a Vigevano partecipò a importanti mostre a Milano, Roma, Lorrak, Friburgo, Bassano del Grappa. A Vigevano presso la chiesa di San Giorgio in Strata c'è la sua "Via Crucis" astratta. Solo dopo la sua morte, di Italo Peretta a cura degli amici di Vigevano vennero pubblicate le poesie, facendo emergere una nuova dimensione artistica cui, in vita, Italo aveva solo accennato.

Zugliano

Nell'immediato dopoguerra, per un periodo la famiglia di Italo Peretta si trasferì a Zugliano, in provincia di Vicenza; presso il cui Cascamificio lavorò sia il padre che Italo stesso.
Al paese di Zugliano Italo Peretta resterà sempre legato, sia perché da qui proviene la moglie, Jole Gasparon, sia per i rapporti umani che qui lo legavano a molte persone, tra cui in particolare Tarcisio Pigato; tanto che ad un certo punto, a Zugliano si costruì una casa per trascorrervi le vacanze.
Se da Zugliano Italo ricevette molto in fatto di amicizie e di rapporti umani, a Zugliano diede anche molto, soprattutto nel campo dell'arte pittorica.
Sostenne i pittori locali, facendoli uscire dalla dimensione amatoriale in cui si erano isolati, per farli diventare un gruppo in grado di avviare un discorso pittorico più cosciente e aperto; con le sue famose "mattonelle", Italo portò a Zugliano l'arte astratta, il cui significato non si stancò mai di spiegare per ore a quanti erano interessati.

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